Blog · Crescere

Schermi e bambini: cosa dicono i pediatri e l'approccio Montessori

3 min di lettura Aggiornato il Mappa Montessori

In breve

Le raccomandazioni internazionali sono prudenti: l'Organizzazione mondiale della sanità sconsiglia il tempo davanti agli schermi sotto i 2 anni e indica al massimo un'ora al giorno tra i 2 e i 4 anni, meglio se meno. L'approccio Montessori va nella stessa direzione: nei primi anni il bambino impara con le mani, il movimento e le relazioni reali, e gli schermi tolgono tempo a tutto questo.

Le raccomandazioni per età

EtàOMS (2019)In pratica
Sotto 1 annoNessun tempo davanti agli schermiSolo videochiamate con i familiari, con un adulto
1–2 anniTempo sedentario davanti agli schermi non raccomandatoEvitare; eventualmente brevi momenti condivisi
2–4 anniNon più di un'ora al giorno, meno è meglioContenuti di qualità, guardati insieme

Anche la Società Italiana di Pediatria raccomanda di evitare gli schermi sotto i 2 anni, di limitarli a circa un'ora al giorno tra i 2 e i 5 anni e di non usarli durante i pasti e prima di dormire. Sono indicazioni generali: il pediatra resta il riferimento per il singolo bambino.

Perché conta così tanto nei primi anni

Nei primi anni il cervello si sviluppa attraverso il movimento, l'esplorazione con le mani e soprattutto le relazioni con le persone. Il tempo davanti a uno schermo non è “sbagliato” in sé, ma toglie tempo a queste esperienze: al gioco, al sonno, alla conversazione. Anche uno schermo acceso in sottofondo riduce le parole che l'adulto rivolge al bambino.

Il punto di vista Montessori

Maria Montessori non ha conosciuto tablet e smartphone, ma i principi del metodo aiutano a orientarsi:

  • La mano è lo strumento dell'intelligenza: il bambino piccolo impara toccando, spostando, provando. Uno schermo offre stimoli visivi e sonori, ma poche esperienze reali.
  • Prima il reale: lo stesso principio per cui si scelgono libri realistici vale per i contenuti digitali.
  • La concentrazione nasce dall'attività scelta e ripetuta, non da stimoli rapidi che cambiano continuamente.
  • L'adulto come modello: i bambini imitano ciò che vedono fare, compreso l'uso del telefono.

Nelle Case dei bambini, di solito, non ci sono schermi. Alla primaria e alla scuola media la tecnologia può entrare come strumento: per fare ricerche, scrivere, costruire, non per intrattenere.

Consigli pratici per la famiglia

  1. Zone e momenti senza schermi: la tavola, la camera, l'ora prima di dormire.
  2. Guardare insieme, commentando, invece di usare lo schermo come baby-sitter.
  3. Contenuti lenti e realistici: documentari sulla natura, storie semplici, niente video brevi a scorrimento automatico.
  4. Alternative pronte per i momenti critici (la cena da preparare, l'attesa dal medico): un cestino di attività, un libro, la learning tower per partecipare in cucina.
  5. Regole chiare e coerenti, spiegate in anticipo: quando finisce il cartone, si spegne. Aiuta a evitare le crisi al momento dello stop.
  6. Il nostro esempio: telefono lontano quando si gioca con i bambini.

Cosa fare invece

Il tempo liberato dagli schermi si riempie facilmente con attività semplici: i giochi Montessori fai da te, la vita pratica in casa, il gioco all'aperto, la lettura. Trovi altre idee nella guida Montessori a casa.

Domande frequenti

Da che età si può dare il tablet a un bambino?

Le raccomandazioni di OMS e pediatri sconsigliano gli schermi sotto i 2 anni (salvo le videochiamate con i familiari) e suggeriscono tempi brevi e contenuti di qualità dopo, sempre con un adulto.

Nelle scuole Montessori si usano i computer?

Nella Casa dei bambini di solito no. Alla primaria e alla media la tecnologia può entrare come strumento di ricerca e produzione, accanto ai materiali.